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08
ago

Il burattinaio

Di Francesco Barbi.

La trama
Ambientato qualche anno dopo la fine de “l’acchiapparatti”, il burattinaio riprende la narrazione degli eventi che hanno portato alla scomparsa del mostro di Gilok, creatura terribile sempre in cerca di sangue, lascito di un passato oscuro e remoto.

I personaggi
Ritroviamo tutti i personaggi a cui ci si era affezionati nel libro precedente, vecchi amici che ci vengono presentati in forma smaliante grazie ad una nuova maturità stilistica dello scrittore.

Zaccaria, lo strampalato acchiapparatti che fa della sua stranezza una affascinante ambiguità: apparentemente un folle, una mente confusa, ma nelle sue parole si annidano sempre più significati, più livelli di interpretazione, tanto che la sua è solo la maschera dell’oracolo. Orgo, il gigante forzuto dalla mente semplice che dice poche parole, forse tutte quelle che conosce, ma risulta delizioso il modo in cui le dice ed il tempismo delle sue battute. E naturalmente Gamara, l’eroe cacciatore di taglie, spietato assassino e vendicatore dalla pelle dura. Assieme a loro nuovi amici, nuovi avversari e un burattinaio, le cui luci e ombre riempiono la trama di tensione e significato, dando al lettore motivi sempre nuovi per continuare a leggere.

Barbi si conferma un ottimo scrittore e con questo libro definisce un proprio stile narrativo, tanto riconoscibile quanto personale: solo i migliori e solo in pochi posseggono questa dote. Il meglio lo troviamo proprio nei suoi personaggi, ognuno con inflessioni linguistiche, sfumature e caratteri diversi e riconoscibili. La maggior parte dei dialoghi sono semplicemente riportati al lettore, senza spiegarne con preamboli le scene nè indicandone gli interlocutori: “show, don’t tell”. Pura narrazione che con maestria e le giuste parole, uno studio della lingua accurato e una buona dose di ironia danno al lettore un senso di leggerezza e semplicità di lettura molto piacevole.

Riassumendo
Seguito di un buon libro, un’ottima lettura. Se non avete letto il primo volume, di sicuro ve lo consiglio, ma non è necessario per godersi questo secondo volume.
Assolutamente consigliato.

In sintesi

+1 scritto molto bene
+1 ottima trama
+1 personaggi a cui affezionarsi
+1 ottimo seguito
+1 ironico e coinvolgente

Totale +5

08
ago

Marked

di P.C. Cast e Kristin Cast.

Se si tira un calcio ad un sasso ci sono buone possibilità di colpire un libro sui vampiri. Ed ecco sul mio scaffale Marked, regalo inatteso.
Pronto a mettere su eBay il libro “come nuovo”, leggo il nome dell’autore. Degli autori. Da wikipedia scopro che sono madre e figlia: hanno scritto un libro sui vampiri ambientato nella propria città, Tulsa, vendendo milioni di copie nel mondo. Incuriosito ma per nulla eccitato, concedo una possibilità a questi vampiri americani.

Inizio col dire che i personaggi sono i soliti stereotipi di ragazzi americani: high school, football, migliore amica, genitori poco comprensibili, e associazioni studentesche. E vampiri. Sembra la parodia comica di un certo tipo di film hollywoodiano: l’inizio è tutto in salita.

La trama però inizia pian piano a carburare, arricchita da numerosi intrecci tra la protagonista novizia vampira, Zoe, i suoi ex amici della scuola, i nuovi amici della “casa della notte” (la nuova scuola vamp in cui è costretta a trasferirsi), i genitori bacchettoni che la vedono ormai come il demonio in terra, e la mentore vampira, direttrice della Casa della Notte che custodisce un oscuro segreto.

Flirt, scaramucce sangue versato volontariamente e omicidi. Tutto descritto dal punto di vista di Zoe, nudo e crudo: dialoghi e pensieri che sembrano partire direttamente da una sedicenne. I puristi della lingua storceranno il naso, quindi ne sconsiglio la lettura a tutti quelli che non possono sopportare di leggere qualche frase sgrammaticata e qualche parolaccia.

Sorpresa! Il libro decolla ed il linguaggio rozzo si rivela solo una facciata, un maschera appropriata e convincente che sostiene una trama ben congegnata.
Colpi di scena, lotte interiori, buoni non troppo buoni e cattivi non del tutto cattivi.

Non so dove condurrà la trama, ma di sicuro il libro è godibilissimo. Leggerò sicuramente il seguito.
Consigliato.

Riassumendo

+1 scritto bene
+1 buona la trama
+1 personaggi convincenti

Totale
+3

09
nov

I fuochi di valyria

di George Martin.

Undicesimo episodio delle cronache del ghiaccio e del fuoco. Il libro si compone di 500 pagine: 100 sono occupate dai nomi dei personaggi, un inutile elenco telefonico che per l’ennesima volta appesantisce il volume. Le restanti 400 invece sono vuote. Beh! Non propriamente vuote: l’inchiostro c’è, è la trama che manca, come anche i personaggi e le ambientazioni.

Un nulla sconcertante mi ha accompagnato per tutto il tempo (sprecato) della lettura. Ho fatto persino una prova molto semplice: per un paio di capitoli ho letto dieci parole per ogni pagina. Poi sono tornato indietro ed ho letto tutto. Impressionante: la seconda lettura non ha aggiunto alcuna informazione alla prima.

Conclusioni

Sconsigliato. Non leggetelo, non compratelo: passate al volume successivo leggendo su wikipedia il riassunto.

Riassumendo

-1 Sotto vuoto spinto

-1 100 pagine di elenco telefonico

 

Totale -2

09
nov

Il canto della rivolta

di Suzanne Collins.

Terzo ed ultimo libro degli hunger games. Pessimo:  poche idee che riempiono il volume a stento. Talmente misero e deludente che anche la recensione non può che essere scarna.

I libri precedenti erano tanto appassionanti quanto questo è noioso. La scrittura è sempre precisa e pulita, ma le situazioni non sono convincenti, i personaggi sono opachi, i dialoghi stantii. Mancano le motivazioni, la forza e le emozioni: tutto prosegue, come una valanga che travolge i presenti senza un perchè, solo per gravità.

Conclusioni

Sconsigliato, anche se inevitabile se avete letto i primi due volumi.

Riassumendo

+1 Scrittura pulita e precisa

-1 Conclusione indegna di una trilogia

-1 Poche idee

-1 Personaggi opachi

 

Totale -2

17
ago

Fallen in love

Di Lauren Kate.

Spin off della celebre saga di Fallen, “Fallen in love” è una raccolta di racconti ed approfondimenti che si collocano tra la fine dei Passion e l’inizio di Rapture, ambientati in una festa di San Valentino medievale.

I racconti
Ogni racconto approfondisce il carattere e la
storia di due personaggi, dando modo al lettore di capire meglio chi sono e cosa li anima.

Tutti i racconti sono come sospesi nel tempo, in un attimo di pausa obbligata. La collocazione nel Medioevo rende ogni racconto idilliaco, soffuso, ammantato da un alone di serenità in cui ogni tribolazione del presente è sospesa.

Spessore
Il principale pregio del libro è lo spessore dato ad alcuni personaggi. Poco importa la coerenza temporale, peccato per la lingua povera e lo stile non impeccabile: questo libro ha una storia, delle idee, dei sentimenti.

Integrazione
Trattandosi di uno spin off, sarebbe possibile eliminare questo libro dalla saga senza avere buchi nella trama, ma sarebbe un peccato.
Personalmente lo avrei preferito direttamente annegato nella trama della saga, in modo da delineare meglio gli avvenimenti ed inquadrare i personaggi nella giusta dimensione.

In sintesi
Consigliato agli appassionati della saga. Non è un libro che resterà negli annali, ma rende più godibile il resto della saga.

Riassumendo

+1 buona trama
-1 spreco di idee per uno spin off
+1 personaggi convincenti

Totale: +1

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