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10
ago

Gli esiliati di Ragnarok

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di Tom Godwin.

Presentato da molti come un classico della fantascienza dei tempi d’oro, “gli esiliati di Ragnarok” o “i superstiti di Ragnarok” (a seconda dell’edizione), affronta uno dei temi preferiti dalla fantascienza di tutti i tempi: il naufragio, la perdita di ogni tecnologia.

La trama
Durante un conflitto fra civiltà, una astronave terrestre tenta la fuga per iniziare una nuova vita su un pianeta ricco di risorse. Purtroppo i coloni vengono intercettati dai nemici: metà vengono utilizzati come schiavi, mentre gli altri vengono abbandonati con poco cibo e nessun attrezzo su un pianeta inospitale, Ragnarok, sul quale si prevede che muoiano in breve tempo.

La fantascienza, 50 anni dopo
Diversamente da molti libri dell’epoca, i contenuti fantascientifici non hanno perso smalto col passare del tempo, probabilmente per la natura stessa del romanzo in cui i protagonisti si ritrovano all’età della pietra su un mondo che non conoscono.
Per contro i meccanismi e le interazioni tra i personaggi risultano un po’ ingessati, vecchi nello stile e a volte poco credibili o semplicistici.

Riassumendo
Il libro risulta godibile in molte sue parti, tuttavia i gusti ed il modo stesso di scrivere sono cambiati, facendo perdere vigore ad una trama che pure continua ad essere attuale e sfuttata in libri più moderni e al cinema.
Consigliato per una lettura non impegnativa sotto l’ombrellone.

In sintesi
+1 ottima fantascienza
-1 pessimi personaggi
-1 semplicistico
+1 attuale nonostante i 50 anni

Totale: +0

08
ago

Il burattinaio

Di Francesco Barbi.

La trama
Ambientato qualche anno dopo la fine de “l’acchiapparatti”, il burattinaio riprende la narrazione degli eventi che hanno portato alla scomparsa del mostro di Gilok, creatura terribile sempre in cerca di sangue, lascito di un passato oscuro e remoto.

I personaggi
Ritroviamo tutti i personaggi a cui ci si era affezionati nel libro precedente, vecchi amici che ci vengono presentati in forma smaliante grazie ad una nuova maturità stilistica dello scrittore.

Zaccaria, lo strampalato acchiapparatti che fa della sua stranezza una affascinante ambiguità: apparentemente un folle, una mente confusa, ma nelle sue parole si annidano sempre più significati, più livelli di interpretazione, tanto che la sua è solo la maschera dell’oracolo. Orgo, il gigante forzuto dalla mente semplice che dice poche parole, forse tutte quelle che conosce, ma risulta delizioso il modo in cui le dice ed il tempismo delle sue battute. E naturalmente Gamara, l’eroe cacciatore di taglie, spietato assassino e vendicatore dalla pelle dura. Assieme a loro nuovi amici, nuovi avversari e un burattinaio, le cui luci e ombre riempiono la trama di tensione e significato, dando al lettore motivi sempre nuovi per continuare a leggere.

Barbi si conferma un ottimo scrittore e con questo libro definisce un proprio stile narrativo, tanto riconoscibile quanto personale: solo i migliori e solo in pochi posseggono questa dote. Il meglio lo troviamo proprio nei suoi personaggi, ognuno con inflessioni linguistiche, sfumature e caratteri diversi e riconoscibili. La maggior parte dei dialoghi sono semplicemente riportati al lettore, senza spiegarne con preamboli le scene nè indicandone gli interlocutori: “show, don’t tell”. Pura narrazione che con maestria e le giuste parole, uno studio della lingua accurato e una buona dose di ironia danno al lettore un senso di leggerezza e semplicità di lettura molto piacevole.

Riassumendo
Seguito di un buon libro, un’ottima lettura. Se non avete letto il primo volume, di sicuro ve lo consiglio, ma non è necessario per godersi questo secondo volume.
Assolutamente consigliato.

In sintesi

+1 scritto molto bene
+1 ottima trama
+1 personaggi a cui affezionarsi
+1 ottimo seguito
+1 ironico e coinvolgente

Totale +5

08
ago

Marked

di P.C. Cast e Kristin Cast.

Se si tira un calcio ad un sasso ci sono buone possibilità di colpire un libro sui vampiri. Ed ecco sul mio scaffale Marked, regalo inatteso.
Pronto a mettere su eBay il libro “come nuovo”, leggo il nome dell’autore. Degli autori. Da wikipedia scopro che sono madre e figlia: hanno scritto un libro sui vampiri ambientato nella propria città, Tulsa, vendendo milioni di copie nel mondo. Incuriosito ma per nulla eccitato, concedo una possibilità a questi vampiri americani.

Inizio col dire che i personaggi sono i soliti stereotipi di ragazzi americani: high school, football, migliore amica, genitori poco comprensibili, e associazioni studentesche. E vampiri. Sembra la parodia comica di un certo tipo di film hollywoodiano: l’inizio è tutto in salita.

La trama però inizia pian piano a carburare, arricchita da numerosi intrecci tra la protagonista novizia vampira, Zoe, i suoi ex amici della scuola, i nuovi amici della “casa della notte” (la nuova scuola vamp in cui è costretta a trasferirsi), i genitori bacchettoni che la vedono ormai come il demonio in terra, e la mentore vampira, direttrice della Casa della Notte che custodisce un oscuro segreto.

Flirt, scaramucce sangue versato volontariamente e omicidi. Tutto descritto dal punto di vista di Zoe, nudo e crudo: dialoghi e pensieri che sembrano partire direttamente da una sedicenne. I puristi della lingua storceranno il naso, quindi ne sconsiglio la lettura a tutti quelli che non possono sopportare di leggere qualche frase sgrammaticata e qualche parolaccia.

Sorpresa! Il libro decolla ed il linguaggio rozzo si rivela solo una facciata, un maschera appropriata e convincente che sostiene una trama ben congegnata.
Colpi di scena, lotte interiori, buoni non troppo buoni e cattivi non del tutto cattivi.

Non so dove condurrà la trama, ma di sicuro il libro è godibilissimo. Leggerò sicuramente il seguito.
Consigliato.

Riassumendo

+1 scritto bene
+1 buona la trama
+1 personaggi convincenti

Totale
+3

08
ago

Avogadro corporation

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Di William Hertling.

Ho letto questo libro grazie al consiglio di Digitalia, un podcast eccezionale che parla di tecnologia e del mondo digitale in generale.

La trama
Oggi. La rete ha un leader indiscusso nella ricerca e nella catalogazione dei contenuti, Google (Avogadro): un immenso database e una straordinaria potenza di calcolo, numerosi dei migliori analististi software del mondo che lavorano assieme, una diffusissima web mail.
Potete immaginare un terreno più fertile, un brodo primordiale migliore per la nascita di una nuova forma di vita artificiale?

Forse non tutti sanno che
Google non è un nome casuale, ma originariamente era il nome che un fisico aveva attribuito ad un numero particolarmente grande, uno seguito da cento zeri, il numero più grande dotato di un nome proprio. Avogadro invece era un chimico che diede il suo nome al numero di particelle presenti in una mole di gas (vado a memoria, non me ne vogliano i chimici), famoso per essere un numero enorme.
Questa e molte altre chicche geek sono disseminate nel volume.

Le domande
Il libro pone il lettore in condizione di farsi delle domande che molto spesso oggi sottovalutiamo o su cui raramente si riflette: quanto è remota la possibilità di creare una forma di intelligenza artificiale? Che cosa definisce una intelligenza? ed una vita?

Dimenticate il pessimo film AI, e non pensate nemmeno che si riconosca una intelligenza artificiale dal fatto che un computer sia in grado di ridere: roba da filmetti degli anni 80.

Le risposte
La trama contiene le risposte, o almeno quelle che può dare uno scrittore. Tutte pertinenti ed interessanti, che dimostrano una grande conoscenza della materia, della tecnologia, e dei meccanismi che portano alla stesura del software.
Le assunzioni fantascientifiche sono molto poche e tutte credibilissime: non è un cortocircuito nè una bottiglia di spumante finita sulla tastiera del computer a portare alla comparsa di una nuova intelligenza, ma un procedimento di sviluppo software aziendale standard per una multinazionale dell’informatica.

La prossima ricerca
La prossima volta che digiterete qualcosa sul vostro motore di ricerca preferito, fate caso a come questo interpreti giá il vostro volere per consigliarvi la pagina più vicina a quanto voi desiderate e non a quanto voi scrivete: gli errori di sintassi vengono corretti, le vostre ricerche precedenti influenzano le ricerche future (il motore ricorda ed impara), spesso non viene trovato quello che avete digitato ma qualcosa di simile o analogo. Notate con che velocità vi vengono presentate le risposte. Ricordatevene quando leggerete il libro.

Riassumendo
Lettura affascinante e ben documentata. Credibile in ogni punto. Un ottimo libro, peccato non sia ancora stato tradotto in italiano.

in sintesi
+1 fantascienza credibile e concreta
+1 spunti di riflessione molto mirati e ben strutturati
+1 azione sullo sfondo di contenuti profondi
-1 non tradotto
-1 non adatto a tutti
+1 adatto agli addetti del mestiere, ai geek e agli appassionati in generale

Totale: +2

09
nov

I fuochi di valyria

di George Martin.

Undicesimo episodio delle cronache del ghiaccio e del fuoco. Il libro si compone di 500 pagine: 100 sono occupate dai nomi dei personaggi, un inutile elenco telefonico che per l’ennesima volta appesantisce il volume. Le restanti 400 invece sono vuote. Beh! Non propriamente vuote: l’inchiostro c’è, è la trama che manca, come anche i personaggi e le ambientazioni.

Un nulla sconcertante mi ha accompagnato per tutto il tempo (sprecato) della lettura. Ho fatto persino una prova molto semplice: per un paio di capitoli ho letto dieci parole per ogni pagina. Poi sono tornato indietro ed ho letto tutto. Impressionante: la seconda lettura non ha aggiunto alcuna informazione alla prima.

Conclusioni

Sconsigliato. Non leggetelo, non compratelo: passate al volume successivo leggendo su wikipedia il riassunto.

Riassumendo

-1 Sotto vuoto spinto

-1 100 pagine di elenco telefonico

 

Totale -2

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