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27
set

Il segreto dei maghi

Il segreto dei maghiPessimo a tutto tondo!
Disastro. Il peggiore della trilogia. Da dimenticare sia la trama che la narrazione.

Avviso spoiler
Se proprio siete determinati leggere questo libro, almeno non guastatevi la sorpresa. Di buono c’è solo quella.

La trama

Il libro è diviso nettamente in due parti: nella prima il sommo lord Akkarin svela le sue carte: lui è un mago nero solo per necessità. Sonea , responsabile, intelligente e razionale come al solito, decide di aiutare il suo tutore, che fino a poco prima credeva il suo carceriere. Fine del primo libro: tutto bene! Nulla che già non si intuisse, ma tutto funziona e risulta credibile.

Secondo libro: la disfatta. Sonea si innamora perdutamente di Akkarin.  Gulp! Vengono esiliati entrambi dagli altri maghi, che li ritengono traditori e non credono ai pericoli che pure hanno sotto gli occhi.  Nel deserto, braccati da fortissimi maghi stranieri, i due si concedono momenti di passione. Doppio gulp!

Nessuno conosceva la potenza dei maghi stranieri, tanto potenti da essere in grado di sterminare la corporazione pur essendo solo una decina. Gulp!
Il piccolo esercito di invasori tuttavia non conosce le più basilari regole di combattimento e non conosce nemmeno alcun modo per guarirsi, quindi si lascia sfoltire  a poco a poco. Doppio gulp!

Lo scontro finale

Akkarin e Sonea lottano contro cinque dei più terribili maghi nemici e per tutto il duello sonea non trova di meglio che pensare ad un parallelo col duello avuto con Regin nel libro precedente. Akkarin si fa pugnalare (!!) e cede tutte le forze rimaste a Sonea, morendo nello sforzo. Triplo gulp carpiato e strozzato.

Dulcis in fundo
Il libro si conclude con i maghi superiori che, oltre a non riconoscere alcun merito a nessuno se sono ancora vivi, vogliono imprigionare Sonea. Per fortuna notano che lei da sola potrebbe distriggerli tutti senza battere ciglio, se solo volesse. Allora decidono di rinchiuderla in un ospedale. Certo, come dottore, ma col solo scopo di tenerla buona.

Sonnea oltretutto aspetta un figlio, diventando così il primo mago nero / ragazza madre / dottoressa / esiliata della storia del fantasy. Spero anche l’ultimo.

Lotta di classe
Non che mi aspettassi chissà quale risvolto sociopolitico, tuttavia per tre libri si parla di epurazione dei poveri e di rivalsa sui ricchi. Nell’ultimo libro addirittura la città si salva solo grazie agli abitanti dei bassi fondi che danno tutto quello che hanno per salvare la città mentre i ricchi fuggono.

Poi però, vinta la battaglia, tutto torna come prima. Anzi, meglio per i ricchi che hanno conservato tutto e si trovano con qualche povero in meno in circolazione.
Un cinismo  forte e radicale, immotivato ed inverosimile: se la città fosse stata in mano ad una folla armata ed assetata di rivincite sociali, secondo me non avrebbe accettato con rassegnazione e fatalismo di tornare al punto di partenza.

Conclusioni

Un’occasione persa: le aspettative erano alte e la caduta dunque ancor più dolorosa.
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14
set

La biblioteca dei morti

La biblioteca dei morti - Glenn CooperUn triller dal ritmo serrato in pieno stile americano che parte da una idea originale e molto intrigante: cosa succederebbe se esistesse una biblioteca contenente tutte le date di nascita e di morte di tutti gli abitanti della terra? E se uno spietato assassino ne volesse approfittare?

Nulla!
In effetti il libro delude tutte le aspettative che la brillante partenza lascia immaginare.

Orgolgio patriottico
I triller spesso sono costellati di orgoglio per la bandiera americana, e questo non fa eccezione: come spesso succede, la narrazione diventa miope e tutto il mondo si misura sulla base degli stati uniti.

l piani temporali
Il racconto si sviluppa su più piani temporali e l’intreccio, all’inizio molto intricato, si dipana in maniera quasi completa già da metà del libro. Questo è proprio il difetto peggiore : la prevedibilità, l’assoluta certezza del finale e degli svolgimenti che lo precedono. Neanche il ritmo del racconto basta a colmare questa lacuna.

I personaggi

I protagonisti sono tutti stereotipi: nulla di nuovo sotto il sole. Se vi piace il genere, sicuramente apprezzerete il superinvestigatore divorziato alcoolizzato e la sua nuova partner dalle 3 b: bella brillante.

Cenni filosofici

Conoscere la data di nascita e di morte delle persone pone due domande esistenziali: quando finirà il mondo?  se il destino è già scritto, esiste il libero arbitrio?
Sono due delle domande più antiche della filosofia e del pensiero cristiano.

Per la fine del mondo dovremo aspettare il seguito del libro, in quanto l’argomento viene a malapena sfiorato nelle ultime pagine.

Riguardo al libero arbitrio invece i protagonisti danno solo risposte lapidarie ed incoerenti, riassumibili così: il libero arbitrio non esiste, quindi faccio che voglio, tanto non è colpa mia! Un pensiero debole, vecchio e che si contraddice in se stesso, come dire che chi scrive un giornale è anche il responsabile o il mandante dei fatti che racconta.

Ritmo! Ritmo! Non ci si può mica fermare a pensare!

Conclusioni
Un libro buono per metà, finchè non si capisce di cosa si tratta. Una promessa mancata. Sconsigliato.

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