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19
ott

il raccoglitore di anime

Il raccoglitore di anime Di Alan Campbell.
Oggi vi parlo di un libro che non ho trovato in libreria nonostante le numerose ricerche, ma che ho letto (o  ascoltato)  grazie a BookReader, il mio programma di generazione di audiolibri.

L’autore
Probabilmente nessuno conosce Alan Campbell, ma di sicuro tutti avrete sentito parlare del gioco per pc Grand Theft Auto, uno dei titoli più venduti e più discussi di tutti i tempi: lui è stato uno degli sviluppatori. Tralasciati i dubbi morali su un gioco che insegna a rubar macchine, la mia curiosità per questa opera è stata da subito grandissima.
Per “subito” intendo da quando ho scoperto chi è l’autore, cioè tre anni dopo la pubblicazione dei suoi (primi) tre volumi, tutti grandi successi di vendite,  e soprattutto dopo che la versione cartacea con copertina rigida è andata esaurita. Ho scoperto solo di recente che è in uscita la versione economica della tea.

L’ambientazione
Ho letto numerosi libri fantasy. Ognuno ha il suo mondo, le sue creature ed i suoi misteri: è il genere che li impone, quindi è piuttosto difficile trovare elementi veramente originali, che sappiano attrarre ed affascinare il lettore. Proprio in questo eccelle Campbell , nel creare quel “sense of wonder” che alla maggior parte degli autori sfugge. Sorprendente.

Forse è la contaminazione col mondo dei videogiochi o forse è solo il talento di uno scrittore, o forse per il suo gusto gotico un po’ steam punk: il risultato è un mondo di tenebra sospeso su funi d’acciaio, ai confini fra terra ed inferno in attesa di un dio decaduto che spalanchi al suo popolo le porte del paradiso.

I personaggi
Protagonisti di questa avventura sono uomini e angeli. Non vi aspettate rubicondi putti saturi di buoni propositi: questi sono angeli da combattimento, guerrieri indomabili e spietati i cui occhi sono lo specchio dell’anima. Nel vero senso della parola: al mutare del loro stato d’animo cambia anche il colore delle loro iridi.
Nessuno dei protagonisti è banale, tutti sono ben delineati e credibili.  In tutti convivono il bene ed il male (più spesso il male), l’istinto e la ragione.

La trama
La Storia corre via veloce, ricca di dettagli e al contempo coerente:  qualità che sempre in meno possono vantare.

A volte trovare un punto debole, sono presenti numerosi cambi di direzione che possono anche disorientare chi legge. A tratti si può avere la sensazione di non sapere dove l’autore voglia andare a parare. Questi almeno i commenti che ho letto prima leggerlo personalmente. Io invece credo che questo sia lo scotto (minimo) che si deve pagare per un libro che stupisce.

Conclusioni
Un libro straordinario. Leggerò sicuramente il seguito.
In sintesi
+1. la città sospesa su funi d’acciaio
+1. Il clima gotico  e decadente
+1. gli angeli guerrieri
+3. una trama dettagliata e coerente e appassionante
-1. L’edizione

Totale:  +5

05
ott

Acqua in bocca

Di Camilleri e Lucarelli.
Un cadavere, due pesci rossi, quattro mani e centootto pagine. Questo è in numeri l’intenso (leggi brevissimo) lavoro di due dei più grandi giallisti italiani di tutti i tempi.

La forma

Il racconto, breve e molto divertente, a tutti gli effetti è un romanzo epistolare: la stesura del libro è avvenuta nell’arco di due anni durante i quali gli autori hanno avuto un fitto scambio di lettere , una sorta di partita a scacchi a distanza in cui, partendo da un curioso omicidio, hanno messo in gioco le loro doti di scrittori a colpi di inventiva ed umorismo.

La sostanza
I protagonisti del racconto sono i più celebri personaggi dei due scrittori, il commissario Montalbano per Camilleri, l’ispettrice Grazia Negro e l’ispettore Coliandro per Lucarelli.
La sfida è evidente da subito, e non è solo un esercizio di stile: è divertimento puro e semplice dalla prima all’ultima pagina.

Lucarelli apre la partita, ma é Camilleri a prendere in pugno le redini del racconto: Montalbano è la vera star e Grazia Negro è solo una spalla, seppur di alto livello. Degno di nota è l’imprevedibile commissario Coliandro: non vi svelo il suo ruolo nel racconto, ma lui da solo vale a Lucarelli il premio Zelig per le battute migliori.

Non posso scendere più nel dettaglio della trama: rischierei di dire troppo. E forse anche di scrivere un riassunto più lungo dell’originale.

Conclusioni

Se avete un viaggio da affrontare, è il libro che fa per voi: divertente e maneggevole. Consigliato.

In sintesi

+1 Divertente

+1 Scritto bene

-1 Molto breve, al limite del frammentario

Totale +1

04
ott

La mano sinistra di dio

La mano sinistra di dio
Di Paul Hoffman.
Il libro di oggi è primo nelle classifiche di vendita online, tuttavia nelle librerie non sembra essere molto popolare. Ed è un vero peccato.

Una ambientazione insolita
Il racconto parte in un monastero pseudocristiano in cui numerosi giovani vengono addestrati a combattere in nome di un redentore i cui insegnamenti di pace sono sistematicamente e crudelmente travisati.

Il lettore viene catapultato nella vita di Cale e attraverso i suoi occhi scopre il mondo che lo circonda. Coraggio e incoscienza, strategia e talento. Queste sono le migliori armi di cui è dotato.

La narrazione

Le pagine scorrono veloci e la trama è credibile e coinvolgente. Vivida. Un crescendo di emozioni costringe il lettore a proseguire senza soste nella lettura.

La quarta di copertina:

Cale non è come gli altri. Non si lamenta, non rimpiange, non protesta. Il suo sguardo è freddo e spietato, il suo cuore è calmo e risoluto, la sua mente è lucida e determinata. Perché Cale ha un piano.
Deve fuggire. Ma non si può sfuggire al destino. Infatti, dopo aver abbandonato il Santuario, Cale si ritroverà in un mondo ancora più crudele e pericoloso. Un mondo in cui bisogna combattere con le armi e con l’astuzia. Un mondo che regala l’amore soltanto per strapparlo via. Un mondo in cui amici e namici hanno lo stesso volto. Un mondo che aspetta e teme colui che forse lo distruggerà: la mano sinistra di Dio…

BookTrailer
Cercando informazioni in rete, ho trovato il trailer del libro: una moda recente che mi diverte molto. Vi propongo dunque il link.

Conclusioni
Il libro è scritto bene. Ha un’ottima trama che si svolge senza salti e con grande forza evocativa.
Battaglie gestite con intelligenza e trovate geniali ben distribuite.
Non vedo l’ora di leggere il seguito.
Consigliato.

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