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05
feb

Inheritance

Inheritance
E’ arrivato finalmente l’attesissimo quarto volume della “trilogia” dell’eredità, Inheritance per l’appunto.

Se siete arrivati a leggere i libri precedenti, beh, non sarà certo questa mia recensione a farvi cambiare idea: il motivo per cui scrivo è per sfogare la frustrazione indotta da altre 800 pagine semivuote che concludono una storia dalle grandi potenzialità malamente sprecate.

La Trama

Eragon vuole uccidere Galbatorix, suo acerrimo nemico, ma non ha idea di come fare. Per fortuna una lancia invincibile gli cade in mano. Per fortuna, semplicemente pronunciando il suo nome, gli compare una valanga di cuori di dargo (gli eldunarì) per aiutarlo. Allora decide di prendere di sorpresa Galbatorix attaccandolo nel suo castello.

Nel frattempo suo fratello Roran sputa sangue e si spreme le meningi per conquistare città e spianare l’avanzata dell’esercito. Con molto buon senso, muscoli ed un pizzico di fortuna diventa generale dell’esercito e mentre Eragon vola sul suo drago, lui assalta le mura della città e senza magia combatte.

Galbatorix si dimostra più pronto e più potente di Eragon (non che ci fossero molti dubbi): schiaccia Eragon e tiene in pugno i suoi compagni. Allora Eragon ha una pensata geniale: con il poco di magia che gli rimane, fa venire i sensi di colpa a Galbatorix: nessuno ci aveva mai pensato (per forza! chi avrebbe mai pensato ad una cagata del genere per sconfiggerlo!). E funziona. E Galbatorix non ci può credere. E ad un certo punto esclama qualcosa come… nooo! Non esisteee!. E  muore. Fine.

Il finale

Ma come gli è saltato in mente un finale tanto idiota? Come  ha fatto a far finire la storia 200 pagine prima della fine del libro? Di tutti i finali possibili questo devo dire che questo è uno dei peggiori che avrebbe potuto scegliere: il suicidio del più grande cattivo della storia, per errore o quasi. E poi la storia continua con 200 pagine in cui i buoni fanno le stesse cose di Galbatorix: non vogliono il potere dei maghi e non vogliono i draghi ( se no gli mangiano le pecore. pazzesco! da non credere come motivazione).

Un finale ignobile. E non è neanche un lieto fine perché le storie d’amore finiscono tutte male.

Le storie d’amore

Iniziamo con Roran e Katrina: lui è un guerriero e combatte per lei e per il figlio con valore e con coraggio. Lei, quando lo saluta per la battaglia, non trova di meglio che dirgli: “sii valoroso!”. Sii valoroso? Nulla di simile ad un ti amo, torna da me, stai attento, ti voglio bene, stai per diventare padre… no: se combatti hai fatto solo metà del tuo dovere, meglio se ci metti coraggio e non ti tiri indietro. Devo dire altro?

Eragon ed Arya: lui è pazzo di lei dal primo momento. Lei impara ad apprezzarlo col tempo. Lei poi diventa regina, con tanto di drago ed onori annessi e connessi. Lui allora le chiede: “vuoi venire con me in una terra sconosciuta e dosalata, solo tu io ed i draghi?” e lei “…mmm… aspetta che ci penso… ci ho pensato: no! col cavolo!” (beh, la citazione non è proprio letterale ma il senso era questo).

Murtag e Nasuada: la storia è solo platonica. Lei troppo regina e lui troppo arrabbiato. Non so bene cosa significhi, ma sta di fatto che lui non si può far vede a corte al fianco di lei, così se ne va in giro per il mondo a smaltire la sua rabbia.

Paolini deve avere avuto delle pessime esperienze in campo amoroso.

Le parti buone

I capitoli dedicati a Roran sono delle vere boccate d’aria fresca: la trama regge, ci sono rabbia forza ed ingegno. La scrittura è fluida e la tensione è alta. Nessun deus ex machina, solo un uomo che può contare su quello che ha: i suoi muscoli, ma soprattutto la sua anima ed il suo intelletto.

E’ interessante il confronto con Eragon, ragazzo viziato e dai mille difetti che va avanti solo a fortuna ed interventi divini che lo salvano, lo guariscono, gli forniscono le armi, i piani, e gli alleati. E nonostante tutto lui perde sistematicamente.

 Conclusioni

Non posso sconsigliarlo, dato che un finale, per quanto brutto, va dato ad una storia tanto imponente. Però posso dargli un pessimo voto.

In sintesi

+2 Roran

-1 Per la scrittura, imprecisa e ripetitiva

-1 Interventi divini a profusione

-2 Finale più ridicolo di sempre

+1 L’edizione è molto bella

Totale -1

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